
Qualcun altro ama i film in un solo luogo tanto quanto me? Recentemente ho rivisto Buried, The Divide e Pontypool, e ho visto Brake per la prima volta. Sembra che io sia in vena di qualcosa! Così, dopo quasi 20 anni, ho pensato che fosse finalmente il momento di rivisitare il thriller in un solo luogo del 2002 fronted da Colin Ferrel, Phone Booth. Per lo più ambientato in una cabina telefonica di fronte alla decommissione imminente, il film cammina su una bellissima corda tesa di tensione, mistero e alti rischi con una performance esplosiva al massimo da Ferrell, spesso impetuoso, a tratti sublime. Questo è stato altrettanto ad alto octane e pieno di personaggi incredibilmente colorati quanto lo ricordavo, solo che questa volta in modo migliore. Lo ricordavo di averlo apprezzato, ma questa volta l’ho amato. È anche un po’ una capsula del tempo a modo suo, e anche se probabilmente di tanto in tanto li fanno ancora così, penso sia corretto dire che non li fanno più come questo sembra. Thriller super solido, e una grande vetrina di metà carriera del protagonista ora diventato nome familiare